Comunicazione interculturale non verbale (parte 2)

© Articolo tradotto dal libro “Negoziazione interculturale, comunicazione oltre le barriere culturali” copyright Dr. Daniele Trevisani Intercultural Negotiation Training and Coaching, pubblicato con il permesso dell’autore. I diritti del libro sono in vendita e sono disponibili per qualsiasi Editore che voglia prenderlo in considerazione per la pubblicazione in inglese e in altre lingue ad eccezione dell’italiano e dell’arabo, i cui diritti sono già stati venduti e pubblicati. Se siete interessati a pubblicare il libro in inglese, o in qualsiasi altra lingua, o se cercate Formazione alla Negoziazione Interculturale, Coaching, Mentoring e Consulenza, non esitate a contattare l’autore dal sito web www.danieletrevisani.com

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In questa seconda parte vorrei continuare a parlare della comunicazione non verbale e delle sue caratteristiche, questa volta concentrandomi sulla formazione, la percezione sensoriale, l’aspetto personale e il colore, mentre spiego l’importanza di identificare assonanze e dissonanze tra il linguaggio verbale e non verbale.

Formazione

Allenarsi all’uso degli elementi paralinguistici significa imparare l’uso strategico delle pause e dei toni. Comprende molti repertori di tecniche teatrali e attoriali, come il metodo Stanislavskij, probabilmente l’unico veramente capace di trasformare i comportamenti espressivi.

Senza un’adeguata preparazione, le possibilità di essere competitivi a livello negoziale diminuiscono. Man mano che aumenta il divario tra il nostro livello di formazione e quello della controparte, cresce il rischio di un esito sfavorevole durante una trattativa.

Percezioni sensoriali

Alcuni luoghi comuni che si diffondono nei campus universitari multiculturali sono che i bianchi “sanno di pollo”, gli asiatici “sanno di aglio”, i neri “sanno di sudore”, ecc.

Le differenze olfattive a livello etnico e genetico esistono, ma l’odore percepito è in gran parte determinato da fattori culturali come l’alimentazione, la pulizia o l’uso di profumi.

Le emissioni olfattive personali sono uno strumento di comunicazione.

È certo che l’olfatto influisca sulla percezione e che il cibo produca essenze che trasudano dalla pelle e dal respiro. Se vogliamo gestire anche i più piccoli dettagli della negoziazione interculturale e, più in generale, del contatto umano, dobbiamo occuparci di questi aspetti.

Tutto ciò che può essere attribuito al soggetto o all’ambiente aziendale influenza la percezione e l’immagine. Alcune catene di abbigliamento hanno fatto ricorso alla deodorazione mirata dei negozi per creare un’atmosfera più rilassata e piacevole (marketing olfattivo ambientale).

L’olfatto è un senso remoto dell’essere umano, parzialmente abbandonato a favore di sensi come la vista e l’udito. I “nasi” degli animali sono in grado di captare odori che segnalano emozioni o predisposizioni sessuali, mentre i nasi umani sembrano aver perso questa caratteristica.

Ci sono implicazioni pratiche per una deodorazione personale consapevole: evitare cibi che possono produrre forti emissioni di alito, evitare eccessive fragranze personali, essere consapevoli degli odori personali (ad esempio il sudore) e considerare l’importanza del marketing olfattivo ambientale.

Aspetto personale

Di solito non sappiamo nulla della vera storia delle persone. Possiamo solo supporla guardando i simboli che decidono di mostrarci. Ci sono segni/simboli ovunque: sull’interlocutore e nel suo spazio comunicativo. La comunicazione simbolica riguarda i significati che le persone associano e percepiscono da quei particolari “segni”. Per spazio comunicativo intendiamo qualsiasi area legata al “sistema” del soggetto, come la sua auto, o lo sfondo del suo computer, e qualsiasi altro segno da cui si ricavano informazioni, significati e interpretazioni.

Da un punto di vista semiotico, ogni elemento da cui un soggetto trae significato diventa un “segno”, che il portatore ne sia consapevole o meno.

Il look, l’abbigliamento e gli accessori sono tra i fattori più incisivi che costruiscono la propria immagine personale.

Differenze o somiglianze nell’abbigliamento, per esempio, possono mettere una persona all’interno di un ingroup professionale (“uno come noi”, un “uguale”) o di un outgroup (“uno diverso da noi”), a seconda del significato che la parola “noi” ha per l’interlocutore.

In un sistema di significazione allargato, i simboli associati alle marche utilizzate, il tipo di auto, e persino i mobili dell’ufficio, possono diventare molto importanti.

I comportamenti cronemici (la serie di azioni nel tempo) sono anch’essi segnali ampliati legati alla frequenza con cui ci cambiamo d’abito, alla puntualità, al modo di guidare (calmo o nervoso), al modo di mangiare (lento e rilassato contro veloce e vorace), ecc.

Anche considerare il tempo che una persona impiega nel rispondere a una domanda può essere significativo: risposte lente o troppo ponderate possono essere interpretate come insincere nelle culture occidentali o sagge nelle culture orientali.

Si può dire che nel campo della comunicazione interculturale nulla sfugge all’osservazione dell’interlocutore, e ogni “segno” contribuisce alla sua classificazione e valutazione.

Colori

Un ulteriore elemento della comunicazione simbolica è il colore. Anche l’uso dei colori e i simbolismi associati ai colori variano a seconda delle culture.

Non è possibile elencare tutte le possibili associazioni per ogni colore in ogni paese, ma vorrei sottolineare l’importanza di prestare attenzione ai simbolismi associati ai colori, perché ci sono molti problemi che potrebbero sorgere nella scelta dei colori e della grafica, per esempio nel packaging, nei regali aziendali e negli oggetti.

Anche gli oggetti e i simboli non sono neutri: un’azienda italiana, ad esempio, ha utilizzato il simbolo di una mano aperta per creare il logo aziendale e i portachiavi, producendo un’ondata di proteste in Grecia, dove il simbolo della mano aperta è usato per offendere.

Il principio di base per evitare errori macroscopici è l’uso di pre-test: un “test pilota” su qualche membro della cultura locale, che sia in grado di dare un feedback sull’adeguatezza dei colori, delle forme e dei simbolismi nel loro contesto culturale.

Il metodo del pre-test si applica anche alla scelta dei doni, dei regali e di qualsiasi altra azione simbolica il cui impatto può variare su base culturale.

Consonanze e dissonanze tra linguaggio verbale e non verbale

La comunicazione non verbale può rafforzare il messaggio verbale o essere dissonante con esso.

Ascoltare attentamente e annuire può esprimere interesse più di una semplice dichiarazione verbale. Dire “sono interessato” con le parole ed esprimere noia o disgusto con le azioni del corpo produce un segnale dissonante e crea sospetto o irritazione.

La coerenza (corrispondenza) tra parole e azioni:

•   aumenta l’onestà percepita del soggetto; denota affidabilità;

•    mostra interesse;

•    mostra che abbiamo il controllo della situazione;

•    produce un senso di sicurezza e solidità del contenuto.

Al contrario, l’incongruenza:

•     crea un senso di sfiducia;

•     genera una sensazione di mancanza di autenticità;

•     produce dubbi e sospetti, perché il contenuto verbale ascoltato è considerato falso.

Ad ogni stile linguistico (a livello interpersonale) è associata una precisa modulazione dello stile non verbale. Possiamo infatti avere:

  • situazioni di rinforzo comunicativo (lo stile non verbale rinforza lo stile verbale);
  • situazioni di dissonanza o incoerenza tra comunicazione verbale e non verbale: il linguaggio non verbale è su un registro diverso da quello verbale.

Le dissonanze riguardano ogni sistema semiotico, ogni segno che porta un significato. Un’azienda che si dichiara importante e non ha un sito web, o ha un sito web amatoriale, esprime un’immagine incongruente di sé.

© Articolo tradotto dal libro “Negoziazione interculturale, comunicazione oltre le barriere culturali” copyright Dr. Daniele Trevisani Intercultural Negotiation Training and Coaching, pubblicato con il permesso dell’autore. I diritti del libro sono in vendita e sono disponibili per qualsiasi Editore che voglia prenderlo in considerazione per la pubblicazione in inglese e in altre lingue ad eccezione dell’italiano e dell’arabo, i cui diritti sono già stati venduti e pubblicati. Se siete interessati a pubblicare il libro in inglese, o in qualsiasi altra lingua, o se cercate Formazione alla Negoziazione Interculturale, Coaching, Mentoring e Consulenza, non esitate a contattare l’autore dal sito web www.danieletrevisani.com

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