Mascolinità vs Femminilità

Article translated by dott. Tommaso Pasqualini, CIELS Advanced Degree in Strategic Communication (“Laurea Magistrale in Comunicazione Strategica”), extracted with the author’s permission from the book “Intercultural Negotiation. Communication Beyond Cultural Barriers” (original title: “Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali”), written by Daniele Trevisani, published by Franco Angeli, Milan

Evitare le Incertezze

Questa dimensione ha dato vita a molte controversie in quanto viene considerata sessista e discriminatoria. Al contrario, l’intento di Hofstede era semplicemente quello di analizzare un comportamento di genere in quanto categoria culturale, come il prendersi cura dei più piccoli, derivante dall’anamnesi biologica della razza umana femminile, in rapporto con il ruolo maschile prototipico delle società arcaiche legato alla difesa, alla competizione, alla caccia e alla lotta.

Identificando fenomeni legati al genere, possiamo osservare nazioni, come il Giappone, dove esistono forti aspettative di ruolo: ci si aspetta che gli uomini abbiano un comportamento diverso da quello delle donne e che assumano il ruolo decisionale. In paesi come la Norvegia o la Svezia la dimensione è più femminile, con i ruoli maschili e femminili più fluidi e intercambiabili fra loro all’interno delle organizzazioni sociali.

Tab. 7 – Differenze fra culture ad alta mascolinità e ad alta femminilità

FemminilitàMascolinità
I ruoli fra i generi sono intercambiabiliI ruoli fra i sessi sono ben distinti
Nutrizione, curaFermezza, aggressività
Uguaglianza, solidarietà, qualità di vita, qualità del lavoroCompetizione, prestazione, successo, denaro
I superiori usano l’intuizione e cercano il consensoI superiori sono autoritari e decisi
L’umiltà e la modestia sono importanti in ambi i sessiL’uomo deve essere duro, la donna sensibile
La risoluzione dei conflitti avviene tramite il compromesso e la negoziazioneLa risoluzione dei conflitti avviene con dispute, scontri e combattimenti (persino figurati)

La visione del ruolo femminile rimane certamente una variabile ancora forte che differenzia alcune culture (dove, ad esempio, alle donne non è concesso apparire in pubblico con il volto scoperto) da altre dove si incoraggia la donna ad assumere ruoli di visibilità e responsabilità sulla scala sociale. Mentre i ruoli sociali sono sempre meno definiti, la scala mascolinità-femminilità risulta essere sempre più indipendente rispetto alla sessualità di genere, e diventa soprattutto un “modo di essere”, una condizione esistenziale, un modo di vivere e di essere che può essere adottato o modificato senza cambiare l’identità sessuale di qualcuno.

L’evitamento dell’incertezza. La tolleranza dell’ambiguità. Tutto ciò distingue il bisogno di regole chiare, di procedure, di responsabilità lavorative ben identificate (alto livello di evitamento di incertezza) dall’abilità di agire in condizioni di regole incerte o imprecise, in assenza di responsabilità ben identificate o in un clima di caos organizzativo, o in ambienti scarsamente strutturati (basso livello di evitamento di incertezza). Tale variabile è legata al “bisogno di strutturare” e alla “tolleranza dell’ambiguità” che varia largamente fra culture, classi sociali e persino fra famiglie e perciò anche fra negoziatori provenienti da culture diverse.

Tab 8. – Differenze fra culture con alti e bassi livelli di evitamento dell’incertezza

Accettazione dell’incertezzaEvitamento dell’incertezza
L’incertezza è un normale aspetto della vitaL’incertezza presenta nella vita rappresenta una constante minaccia che deve essere combattuta
Poca consapevolezza del tempo, tempo fluidoMolta consapevolezza del tempo, tempo programmato
La giornata viene accettata così com’èLa giornata deve venire strutturata
Le persone sembrano calme, rilassate, talvolta apatiche e pigreLe persone sembrano attive, impegnate, emotive, aggressive
Poco stress, benessereAlti livelli di stress, esperienza soggettiva ansiosa
Il diverso incuriosisceIl diverso è pericoloso
Le situazioni ambigue vengono sperimentate senza problemiLa paura risiede nelle cose sconosciute
Accettazione del rischioPaura del rischio
Le regole devono essere ridotte al minimoForte bisogno emotivo di regole dettagliate
Si ricerca la novità e ciò che devia dalla norma è accettatoC’è resistenza all’innovazione, idee nuove o devianti incontrano forti ostacoli
Se non si seguono le regole, queste devono venire cambiateSe i ruoli non si rispettano, insorge il senso di colpa
Le regole sono poche e genericheLe regole sono molte e precise
I cittadini possono protestareLe proteste devono venire soppresse
Tolleranza e moderazioneConservazionismo, estremismo, legge e disciplina
Nessuno può venir incolpato per le sue ideologie ed idee
Tolleranza
Idee diverse (religiose, politiche, sociali) sono perseguitate. Fondamentalismo e intolleranza
Gli studenti si sentono a loro agio in situazioni di apprendimento prive di vie di uscitaGli studenti si sentono a loro agio in situazioni di apprendimento strutturate, cercano la “risposta giusta”

Come si può vedere anche dalle ultime differenze (alti o bassi livelli di strutturazione di un intervento scolastico o di formazione), l’interculturalità può presentarsi persino nello stesso paese, fra un formatore che usa tecniche sperimentali e attive rispetto a una cultura tradizionalista con una mentalità strutturata. O ancora, nelle situazioni di didattica e di formazione promosse da culture e paesi diversi. L’interculturalità apre la via all’esistenza di altri “modi d’essere”, a nuovi stili di vita, e può risultare particolarmente terapeutica.

Il vero problema della psicologia culturale è quello di riconoscere quanto una persona venga colpita dall’assorbimento culturale, e di rimpossessarsi di un modo di vivere diverso, che sia “meno ansioso” o “più dinamico”, con la consapevolezza che non è possibile “avere tutto”, essere impegnati e rilassati allo stesso tempo. La comunicazione interculturale, vista nel metodo ALM, sfida il “multi-esistenzialismo interno” (la nuova capacità di vivere in stati della personalità diversi assorbendo il meglio delle diverse culture), ad esempio: sapere come essere vivaci e dinamici in determinati momenti, rilassati in altri, e include la capacità di evitare resistenze culturali ed esistenziali; viversi una vacanza in ansia e con lo stress della troppa pianificazione, o al contrario non sapere dove vivere in un sistema che richiede scadenze e pianificazioni quando necessario.

Si può dire che la dimensione interculturale apre le porte a nuove frontiere dell’essere umano che (almeno nelle società occidentali) per la prima volta nella storia può scegliere di aderire a una cultura o meno, può cambiare il suo modo di essere e di vivere.

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