Riepilogo didattico Lezione 5 Prof Daniele Trevisani

www.studiotrevisani.it

Presso Campus Ciels Padova, Laurea Magistrale in Comunicazione Strategica LM-94

Corso di Negoziazione, vedi Trevisani Daniele – Campus Ciels

Parole chiave della lezione

  • Emozioni
  • Modello dei quattro livelli di empatia
  • Empatia comportamentale
  • Empatia emozionale
  • Empatia cognitiva
  • World Economic Forum
  • Problem solving
  • Pensiero critico
  • Creatività
  • People management
  • Capacità di coordinamento
  • Intelligenza emotiva
  • Capacità di giudizio e decisione
  • Orientamento al servizio
  • Capacità di negoziazione
  • Flessibilità cognitiva
  • Evocazioni semantiche
  • Topic shifting
  • Ruota delle emozioni di Plutchik
  • Leadership emozionale
  • Metacomunicazione
  • Goal setting
  • Life plan
  • Domande aperte
  • Domande chiuse

Concetti fondamentali trattati

  1. Il concetto di leadership emozionale, nell’ambito della gestione delle emozioni durante la comunicazione, è la capacità di dirigere le emozioni e portarle dove si vuole.
  2. Riconoscere le evocazioni semantiche ovvero i richiami a mondi percettivi che provengono da gesti o parole durante la comunicazione.
  3. Individuazione delle competenze più richieste nell’ambito lavorativo secondo il World Economic Forum: “problem solving“; pensiero critico che permetta di rivisitare un problema; creatività; “people management“, ovvero gestire il flusso di lavoro; capacità di coordinamento; intelligenza emotiva, cogliere quale sia il nostro stato emotivo in una data situazione; capacità di giudizio e decisione; orientamento al servizio, cioè la creazione del valore; capacità di negoziazione; flessibilità cognitiva capacità di possedere diversi punti di vista.
  4. Il modello dei quattro livelli di empatia (4LE): l’empatia cognitiva, in base a come abbiamo affrontato la comunicazione; emozionale, cosa si è provato durante lo svolgimento della comunicazione; comportamentale, comprendere gesti e atteggiamenti altri; relazionale, in base alle persone e al contesto con cui relazioniamo.
  5. La ruota delle emozioni, sviluppata dallo psicologo Robert Plutchik, è un modello che rappresenta l’evoluzione delle emozioni; il modello si propone come tentativo di etichettare le emozioni: più sono intense più si avvicineranno al centro della ruota e viceversa.
  6. La rappresentazione delle connessioni primarie, secondarie e terziarie tra emozioni mostra come ognuna derivi dalla somma di altre due emozioni correlate.
  7. Il concetto di metacomunicazione, spiegare cioè il proprio codice comunicativo nel momento in cui la persona che abbiamo di fronte non ne sia a conoscenza perché di cultura differente o abituata a comunicare diversamente.
  8. La distinzione tra domande chiuse e domande aperte: le prime prevedono una risposta finita e schematica, le seconde invece permettono risposte più ampie e personalizzate.
  9. L’importanza della redazione di un “life plan“, dove fissare gli obiettivi (goal setting) che si desidera raggiungere in un dato periodo di tempo (in questo caso cinque anni).

Sintesi del mio apprendimento:

Ho capito che è molto importante revisionare il proprio lavoro soprattutto da segretario organizzativo in quanto se il lavoro non è fatto bene dal traduttore o dallo scrittore, la responsalità è di chi non ha ben revisionato il lavoro.

Ho imparato a concludere le mie presentazioni con una domanda rivolta al pubblico per poter meglio catturarne l’attenzione.

Ho riflettuto sull’importanza del goal setting e sul metodo utilizzato per individuare i nostri principali obiettivi.

Fonti:

-Dott. Trevisani D., Negoziazione InterculturaleComunicazione oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali, Franco Angeli Edizioni, 2016.

-Dott. Trevisani D., Parliamoci Chiaro: il modello delle quattro distanze per una comunicazione efficace e costruttiva, Gribaudo, 2019

-Dott. Trevisani D., Ascolto attivo ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace, Franco Angeli Edizioni, 2019

-Dott. ssa Brusamento Spinelli E., Appunti di Negoziazione degli ostaggi, lezione 5 di Prof. Trevisani D. 25/03/2021

Per ulteriori informazioni consultare:

Altre risolse disponibili online:

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Riepilogo Didattico V Lezione

dott. Daniele TrevisaniNEGOZIAZIONE INTERCULTURALE – Comunicazione oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali, Franco Angeli Edizioni, 2016.

dott. Daniele TrevisaniParliamoci chiaro, Gribaudo, 2019.

dott. Daniele Trevisani, Ascolto attivo ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace, Franco Angeli Edizioni, Milano.

dott. Recalenda Marco, appunti da corso di Negoziazione di prof. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it www.comunicazioneaziendale.it, Padova, 25/03/2021.

Presso Campus Ciels Padova, Laurea Magistrale in Comunicazione Strategica LM

Corso di Negoziazione, vedi Trevisani Daniele – Campus Ciels

Parole chiave della lezione:

  • Problem solving
  • 4 modelli di empatia
  • Modello 4LE
  • Creatività
  • People management
  • Pensiero critico
  • Capacità di coordinamento
  • Intelligenza emotiva
  • Capacità di negoziazione
  • Ruota di Plutchik
  • Topic shifting
  • Empatia comportamentale
  • Empatia relazionale
  • Empatia cognitiva
  • Empatia emozionale
  • Leadership emozionale
  • Evocazioni semantiche
  • Reframing cognitivo
  • Ghost costumer
  • Intelligenza emotiva
  • Flessibilità cognitiva
  • Orientamento al servizio
  • Goal setting
  • Emozioni miste
  • Impression management
  • Metacomunicazione
  • Capacità di giudizio e decisione

Concetti fondamentali trattati:

  1. I modelli di empatia sono 4: il modello di empatia comportamentale, che consiste nel comprendere i comportamenti altrui; il modello di empatia relazionale, ovvero con chi ci si relaziona; il modello di empatia emozionale, cioè la comprensione dei sentimenti e delle emozioni; il modello di empatia cognitiva, che consiste nel come si affronta la situazione.
  2. L’intelligenza emotiva è la capacità di un individuo di saper riconoscere quale stato emotivo sta vivendo.
  3. Con Metacomunicazione, si intende il rendere i termini che vengono utilizzati in una negoziazione in maniera esplicita, specificando il codice comunicativo che si intende utilizzare.
  4. Le evocazioni semantiche sono dei richiami a mondi percettivi che si innescano ricorrendo a determinate parole e/o gesti.

Sintesi del mio apprendimento:

Ho capito che è necessario possedere una buona intelligenza emotiva per saper riconoscere gli stati emotivi che possono influenzare una negoziazione.

Ho imparato a distinguere i 4 modelli di empatia al fine di affrontare una negoziazione al meglio.

Ho riflettuto sul fatto che è necessario uno sviluppo delle proprie abilità e capacità cognitive per poter ottenere risultati positivi nella negoziazione.

Fonti:

dott. Daniele TrevisaniNEGOZIAZIONE INTERCULTURALE – Comunicazione oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali, Franco Angeli Edizioni, 2016.
dott. Daniele TrevisaniParliamoci chiaro, Gribaudo, 2019.
dott. Daniele Trevisani, Ascolto attivo ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace, Franco Angeli Edizioni, Milano.
dott. Recalenda Marco, appunti da corso di Negoziazione di prof. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it www.comunicazioneaziendale.it, Padova, 25/03/2021.
Presso Campus Ciels Padova, Laurea Magistrale in Comunicazione Strategica LM, corso di Negoziazione, vedi Trevisani Daniele – Campus Ciels Corso di Negoziazione, vedi Trevisani Daniele – Campus Ciels.

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Riepilogo didattico Lezione 4 Prof Daniele Trevisani

www.studiotrevisani.it

Presso Campus Ciels Padova, Laurea Magistrale in Comunicazione Strategica LM-94

Corso di Negoziazione, vedi Trevisani Daniele – Campus Ciels

Parole chiave della lezione

  • Hub informativo
  • Information fusion centre
  • Information operation o InfoOps
  • Resilienza emotiva
  • Empatia strategica
  • Hot words
  • Keywords
  • End state
  • Name dropping
  • Assist negoziale
  • Frontline digitale
  • Frontline interpersonale
  • Ghost costumer
  • Impression management
  • Topic shifting
  • Decisione dissonante
  • Acquisto dissonante

Concetti fondamentali trattati

  1. Comprendere quale sia il proprio hub informativo o “information fusion center”, ovvero sia quale sia il luogo dove vanno a convergere tutte le informazioni. Queste informazioni vengono poi distribuite ai vari attori della negoziazione: questo processo viene definito “information operation (info ops).
  2. Il concetto di resilienza emotiva ovvero saper frenare le proprie emozioni in una situazione di negoziazione critica.
  3. La tattica del “name dropping” è molto utilizzata in culture ad alto contesto (come i parlanti di lingue latine o arabe) e consiste nell’ottenere il proprio scopo per mezzo di una terza persona da noi ritenuta molto autorevole o in grado di mediare, fornendo al negoziante un assist negoziale. In una cultura a basso contesto questa pratica è considerata poco professionale in quanto ritengono che sia la persona stessa a dover provvedere da sola al raggiungimento della sua mission negoziale.
  4. Il “ghost costumer” è una persona con cui noi negoziamo al buio, non conoscendo il contesto, senza alcun patrimonio negoziale precedente. Può accadere in una situazione “frontline” digitale, per esempio negoziare con qualcuno per telefono.
  5. Abbiamo assistito a una negoziazione con un “ghost costumer come negoziato in una situazione di “frontline digitale”; da parte del negoziante veniva offerta una “impression management” molto negativa, ha fornito una impressione disorganizzata della sua azienda, enfatizzando le difficoltà a essere disponibili.

Sintesi del mio apprendimento:

Ho capito che è importante durante una negoziazione offrire una propria impression management positiva anche in una situazione di difficoltà o di impossibilità nella vendita. Un’alternativa alla semplice ammissione di difficoltà può essere la proposta di un’alternativa oppure lasciare aperte delle possibilità future.

Ho imparato a realizzare un “topic shifting”, utilizzando delle mosse conversazionali quali alcune espressioni verbali come ne caso utilizzato in classe “Sai cosa invece vorrei sapere?”; tramite una mossa conversazionale simile è possibile cambiare l’argomento di negoziazione.

Ho riflettuto sull’importanza di rendere più efficace la presentazione dei miei contenuti corredando la mia spiegazione di esempi pratici, immagini, citazioni scientifiche attendibili e video dal forte impatto illustrativo; scegliere con attenzione i video che accompagnano la mia presentazione, precisando qualora ci siano parti non inerenti o non coincidenti con il pensiero che sto sostenendo.

Fonti:

-Dott. Trevisani D., Negoziazione InterculturaleComunicazione oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali, Franco Angeli Edizioni, 2016.

-Dott. Trevisani D., Parliamoci Chiaro: il modello delle quattro distanze per una comunicazione efficace e costruttiva, Gribaudo, 2019

-Dott. Trevisani D., Ascolto attivo ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace, Franco Angeli Edizioni, 2019

-Dott. ssa Brusamento Spinelli E., Appunti di Negoziazione degli ostaggi, lezione 4 di Prof. Trevisani D. 25/02/2021

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Altre risorse disponibili

CIELS Sito Web Istituzionale: https://www.ciels.it/

Riepilogo Didattico: Lezione 3

Prof Daniele Trevisani www.studiotrevisani.it

Presso Campus Ciels Padova, Laurea Magistrale in Comunicazione Strategica LM94

Corso di Negoziazione, vedi Trevisani Daniele – Campus Ciels

Parole chiave della lezione:

  • Negoziazione a freddo
  • Negoziazione a caldo
  • Target audience analysis
  • Sociodemografico
  • Psicodemografico
  • Relationship building
  • Rapport
  • Eye contact
  • Ascolto a tratti
  • Patrimonio negoziale
  • Capitale psicologico
  • Cultura alto contesto
  • Cultura basso contesto
  • Tecniche rilassamento
  • Segnali fatici
  • Shore face detect
  • Topic shifting
  • Ascolto giudicante
  • Analisi semiontica
  • Icebreaker
  • Need for structure
  • Regole d’ingaggio
  • Pepite informative

Concetti fondamentali trattati:

  1. Negoziazione a caldo e negoziazione a freddo: la prima avviene quando il negoziatore ha potuto fare un target audience analysis, con una profanazione sociodemografica (ruolo, aspettative, età) e psicodemografica (variabili personalità) del proprio interlocutore prima della negoziazione. La negoziazione a freddo invece è molto più complessa e avviene quando non c’è un adeguata preparazione prima della negoziazione.
  2. Patrimonio negoziale / relazionale o capitale negoziale / relazionale: patrimonio di informazioni che viene rilasciato/passato al negoziatore successivo.
  3. Culture ad alto contesto e culture a basso: le prime sono culture aziendali o etniche dove il rango conta molto e vi è un’alta need for structure. Le culture a basso contesto invece sono di contenuti informali e vi è una scarsa need for structure.
  4. Segnali fatici: sono segnali di contatto che manifestano presenza mentale, come per esempio nella comunicazione non verbale.
  5. Topic shifting: avviene quando un negoziatore usa delle tecniche come la riformulazione o facendo domande per cambiare argomento.
  6. Icebreaker: tecnica di rompighiaccio usata nel public speaking o nella negoziazione per aprire una comunicazione.

Sintesi del mio apprendimento:

Ho capito che guardando il look personale di una persona si può intuire/capire il tipo di contesto (culture alto/basso contesto).

Ho imparato l’importanza delle tecniche di rilassamento, perché se uno negozia in modo teso lo si vede. Inoltre lo stato di rilassamento si trasmette per osmosi emotiva.

Ho riflettuto sui segnali fatici e quanto siano utili per mantenere un flusso empatico durante una negoziazione.

Fonti:

Riepilogo terza lezione del Professore Dott. Daniele Trevisani (11 marzo 2021)

Dr. Daniele Trevisani – Formazione Aziendale Ricerca Coaching home

Presso Campus Ciels Padova, Laurea Magistrale in Comunicazione Strategica LM-94

Corso di Negoziazione, vedi https://www.ciels.it/avada_portfolio/trevisani-daniele/?portfolioCats=74

Parole chiave

  • Negoziazione a freddo
  • Negoziazione a caldo
  • Target audience analysis (TAA)
  • Setting negoziale
  • Profilazione socio-demografica
  • Profilazione psico-grafica
  • Relationship building
  • Distanza relazionale
  • Eye contact
  • Patrimonio negoziale o capitale psicologico
  • Cultura ad alto contesto
  • Cultura a basso contesto
  • Tecniche di rilassamento
  • Osmosi emotiva
  • Segnale fatico
  • Condivisione produttiva
  • Eccellenza operativa
  • Pepita informativa
  • Topic shifting
  • Regole d’ingaggio
  • Ice breaking
  • Patto d’aula
  • Facial coding system (FACS)

Concetti fondamentali trattati

  1. Negoziazione a caldo: c’è stata una preparazione alla negoziazione, che il negoziatore attua attraverso un’opera di target audience analysis, con una profilazione socio-demografica (in cui si analizzano le aspettative di ruolo) e psico-grafica (in cui vengono studiate le vatiabili della personalità) della controparte;
  2. Negoziazione a freddo: a monte non vi è stata alcune preparazione pregressa;
  3. Patrimonio negoziale (o capitale psicologico): patrimonio e informazioni acquisite nel corso della negoziazione trasmesse da persona a persona;
  4. Cultura ad alto contesto e cultura a basso contesto: nella prima, l’appartenenza ad un determinato rango è un valore fondamentale; nella seconda, le barriere tra persone sono limitate e i rapporti interpersonali sono più sciolti;
  5. Segnali fatici: segnali di contatto (come annuire con il capo) che manifestano la presenza mentale delle parti;
  6. Pepite informative: brani di informazione utili al negoziato;
  7. Topic shifting: nel corso della negoziazione, si configura come l’abilità di cambiare argomento senza offendere la controparte, mediante, per esempio, la riformulazione di una frase con l’aggiunta di altre informazioni o domande che sviano e modificano la tematica di cui si stava discutendo.

Sintesi del mio apprendimento:

  1. Ho capito che un altro aspetto fondamentale per la riuscita di una negoziazione è la preparazione e l’analisi della controparte (la sua cultura di appartenenza, il suo lignaggio, la sua personalità);
  2. Un stato emotivo rilassato durante una negoziazione è molto utile per trasmettere e infondere tranquillità alla controparte, grazie all’effetto dell’osmosi emotiva. Tanto più teso il negoziatore, tanto più tesa la negoziazione;
  3. Il mantenimento del contatto visivo tra le due parti è fondamentale; se interrotto spesso, questo può andare a ledere il processo di relationship building che si instaura durante la negoziazione.

Fonti:

Riepilogo didattico III Lezione

dott. Daniele Trevisani, NEGOZIAZIONE INTERCULTURALE – Comunicazione oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali, Franco Angeli Edizioni, 2016.

dott. Daniele Trevisani, Parliamoci chiaro, Gribaudo, 2019.

dott. Recalenda Marco, appunti da corso di Negoziazione di prof. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it www.comunicazioneaziendale.it, Padova, 11/03/2021.

Presso Campus Ciels Padova, Laurea Magistrale in Comunicazione Strategica LM

Corso di Negoziazione, vedi Trevisani Daniele – Campus Ciels

Parole chiave della lezione

  • Negoziazioni a freddo
  • Negoziazioni a caldo
  • TAA – Target Audience Analysis
  • Profilazione socio-demografica
  • Profilazione psicografica
  • Relationship Building
  • Rapport
  • Eye contact
  • Patrimonio negoziale
  • Setting negoziale
  • Scheda di prodotto
  • CMS – Content Management System
  • Capitale psicologico
  • Pepite informative
  • Eccellenza operativa
  • FACS – Facial Action Calling System
  • Face detect
  • Topic shifting
  • Collaboratività
  • Need for Structure alto
  • Need for Structure basso
  • Cultura ad alto contesto
  • Cultura a basso contesto
  • Culture fluide
  • Indisposizione
  • PsyCap
  • Tecniche di rilassamento
  • Segnale fatico
  • Condivisione produttiva
  • Train off
  • Osmosi emotiva
  • Public speaking
  • Ice breaker
  • Performance comunicativa
  • Regole d’ingaggio
  • Occhio clinico
  • Distanza relazionale
  • Distanza fisica

Concetti fondamentali trattati

  • E’ stata trattata la differenza tra negoziazioni a caldo, ovvero preparate, grazie anche al ricorso al TAA – Target Audience Analysis, e negoziazioni a freddo, ovvero inaspettate, improvvise, senza nessuna preparazione precedente possibile. In seguito è stato svolto un esercizio di role playing per quest’ultima tipologia.
  • Si parla di segnale fatico quando tramite la comunicazione non verbale viene permesso al negoziatore di comprendere se l’interlocutore sta seguendo il discorso, è interessato, approva o disapprova quanto viene detto.
  • Nel caso di cultura ad alto contesto vi è un’elevata need for structure, in quanto le persone necessitano di negoziare all’interno di strutture ben organizzate, strutturate e specifiche. Al contrario, vi è una scarsa need for structure nel caso di culture a basso contesto, poiché il contenuto del discorso cambia spesso, come può avvenire in contesti non formali.
  • Topic shifting: tema d’analisi della conversazione che consente al negoziatore di spostare l’attenzione da un argomento a un altro, utilizzando tecniche di comunicazione quali la riformulazione, la formulazione di domande o l’aggiunta di informazioni.
  • Ice breaking: letteralmente rompighiaccio, utile nella negoziazione o nel public speaking. Per quanto concerne quest’ultimo, è stata svolta un’esercitazione pratica nel corso della lezione.

Sintesi del mio apprendimento:

Ho capito che per una negoziazione efficace è necessario mostrarsi rilassati, pertanto è fondamentale imparare e utilizzare tecniche di rilassamento.

Ho imparato a osservare più attentamente l’ambiente che mi circonda, in quanto qualsiasi dettaglio può fornire informazioni preziose sull’interlocutore: l’osservazione con occhio clinico è dunque fondamentale ai fini della negoziazione.

Ho riflettuto su quanto è possibile capire dell’altro osservando semplicemente dettagli quali espressioni, movimenti del corpo, posture. Comprendere e saper riconoscere la comunicazione non verbale è cruciale, quanto lo è saperla controllare e gestire. 

Fonti:

dott. Daniele Trevisani, NEGOZIAZIONE INTERCULTURALE – Comunicazione oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali, Franco Angeli Edizioni, 2016.

dott. Daniele Trevisani, Parliamoci chiaro, Gribaudo, 2019.

dott. Recalenda Marco, appunti da corso di Negoziazione di prof. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it www.comunicazioneaziendale.it, Padova, 04/03/2021

Presso Campus Ciels Padova, Laurea Magistrale in Comunicazione Strategica LM Corso di Negoziazione, vedi Trevisani Daniele – Campus Ciels

Ulteriori materiali online in questi siti:
Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza (Italian & English)
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Comunicazione Interculturale
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Riepilogo didattico Lezione 3 Prof Daniele Trevisani

www.studiotrevisani.it

Presso Campus Ciels Padova, Laurea Magistrale in Comunicazione Strategica LM-94

Corso di Negoziazione, vedi Trevisani Daniele – Campus Ciels

Parole chiave

  • Negoziazione a caldo
  • Negoziazione a freddo
  • Target audience analysis
  • Profilazione psicografica e sociodemografica
  • Relationship building
  • Eye contact
  • Patrimonio negoziale o capitale psicologico
  • Cultura ad alto contesto
  • Cultura a basso contesto
  • Tecniche di rilassamento
  • Osmosi emotiva
  • Segnali fatici
  • Pepite informative
  • Eccellenza operativa
  • Topic shifting
  • Face detect
  • Need for structure
  • Ice breaking
  • FACS

Concetti fondamentali:

  • Negoziazione a caldo: vi è una target audiance analysis, ovvero una preparazione alla negoziazione tramite l’elaborazione di un profilo sociodemografico e/o psicografico del soggetto con cui andremo a negoziare.
  • Negoziazione a freddo: non vi è alcuna preparazione, come molto spesso accade nelle negoziazioni  in caso di negoziazioni di ostaggi.
  • Relationship building: prima di iniziare una negoziazione è necessario creare un legame empatico con l’altra persona, ad esempio chiedendo “come stai?”
  • Patrimonio negoziale o capitale psicologico: patrimonio di relazioni che una persona trasmette alle altre persone.
  • Osmosi emotiva: se la persona con cui stiamo negoziando è teso c’è una alta probabilità che anche io lo diventi, allo stesso tempo se l’altra persona è rilassata è probabile che lo diventi anche io.
  • Segnali fatici: sono segnali di contatto (dire pronto, ci sono, ad esempio al telefono) oppure annuire di persona, per far comprendere all’altro che abbiamo capito quello che si sta dicendo.
  • Need for structure: bisogno di negoziare entro stutture mentali rigide
  • Topic shifting: tecnica di cambiare argomento. Prima riformulo e poi posso cambiare argomento.

Sintesi del mio apprendimento:

Ho capito che è importante creare un legame prima di iniziare a negoziare, chiedendo “come stai?” in modo da empatizzare con l’interlocutore.

Ho riflettuto su quanto sia importante mantenere un atteggiamento rilassato durante una negoziazione di qualsiasi tipo, in modo che anche l’altra persona lo sia e automaticamente la comunicazione sia più fluida.

Ho imparato che quando parliamo con un’altra persona esprimiamo le nostre emozioni tramite degli impercettibili espressioni facciali, le quali, se analizzate attraverso un software possono svelare delle dissonanze tra ciò che stiamo dicendo a parole e ciò che comunichiamo con il linguaggio del corpo.

Fonti:

-Dott. Trevisani D., Negoziazione Interculturale – Comunicazione oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali, Franco Angeli Edizioni, 2016.

-Dott. Trevisani D., Parliamoci Chiaro: il modello delle quattro distanze per una comunicazione efficace e costruttiva, Gribaudo, 2019

-Dott. Trevisani D., Ascolto attivo ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace, Franco Angeli Edizioni, 2019

-Dott.ssa Bonsi G, Appunti di tecniche di negoziazione, lezione 3 Dott.Trevisani D., 11/03/2020

Riepilogo didattico Lezione 3 Prof Daniele Trevisani

www.studiotrevisani.it

Presso Campus Ciels Padova, Laurea Magistrale in Comunicazione Strategica LM-94

Corso di Negoziazione, vedi Trevisani Daniele – Campus Ciels

Parole chiave della lezione

  • Negoziazione a freddo
  • Negoziazione a caldo
  • Setting negoziale
  • Profilo sociodemografico
  • Profilo psico-grafico
  • Target audience analysis
  • Relationship building
  • Rapport
  • Eye contact
  • Patrimonio negoziale
  • Capitale psicologico
  • Cultura ad alto contesto
  • Cultura a basso contesto
  • Indisposizione
  • Tecniche di rilassamento
  • Osmosi emotiva
  • Segnale fatico
  • Condivisione produttiva
  • Collaboratività
  • Eccellenza operativa
  • Pepita informativa
  • Topic shifting
  • Regole d’ingaggio
  • Ice breaking

Concetti fondamentali trattati

  1. Differenza tra negoziazione a caldo, dove vi è una “target audience analysis” ossia una preparazione alla negoziazione e negoziazione a freddo dove non vi è alcuna preparazione. Necessario quindi creare una profilazione psico-demografica analizzando le aspettative di ruolo e una profilazione psico-grafica analizzando le variabili della personalità.
  2. Il concetto di patrimonio negoziale o capitale psicologico, ovvero le informazioni acquisite nel corso di una negoziazione e la relazione che una persona tramette.
  3. Differenza tra cultura a basso o alto contesto: non sempre tutte le culture hanno un approccio ad alto contesto (dove il rango conta moltissimo), spesso possono essere a basso contesto (rivolgersi a qualcuno usando il “tu“).
  4. Segnale fatico è un segnale che permette al negoziatore di comprendere se il negoziato ha compreso oppure approva, per esempio annuire.
  5. Concetto di “topic shifting”, ovvero l’abilità di cambiare argomento durante una negoziazione, per esempio riformulando la frase e aggiungendo altre informazioni o domande.
  6. Esercitazioni di “ice breaking tramite una presentazione di due minuti sul nostro articolo tradotto.

Sintesi del mio apprendimento:

Ho capito che è necessario mantenere un profilo rilassato durante una negoziazione in quanto la parte negoziata per effetto dell’osmosi emotiva percepisce il nostro stato di tensione. Più il negoziatore è teso più teso sarà il negoziato.

Ho imparato l’importanza di mantenere leye contact (contatto visivo) con la parte negoziata, distogliere lo sguardo può rompere il processo di “relationship building” (costruzione di una relazione negoziale).

Ho riflettuto sull’utilizzo dell’ironia nell’ambito della negoziazione in culture ad alto contesto: è un rischio in quanto abbassa il livello di conversazione e si rischia di incorrere in una indisponibilità del negoziato.

Fonti:

-Dott. Trevisani D., Negoziazione InterculturaleComunicazione oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali, Franco Angeli Edizioni, 2016.

-Dott. Trevisani D., Parliamoci Chiaro: il modello delle quattro distanze per una comunicazione efficace e costruttiva, Gribaudo, 2019

-Dott. Trevisani D., Ascolto attivo ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace, Franco Angeli Edizioni, 2019

-Dott. ssa Brusamento Spinelli E., Appunti di Negoziazione degli ostaggi, lezione 3 di Prof. Trevisani D. 25/02/2021

Analisi della conversazione e mosse conversazionali

Negoziazione Interculturale. Comunicazione oltre le barriere culturali

©Articolo tradotto da: https://www.interculturalnegotiation.com/2021/02/01/conversation-analysis-and-conversational-moves/ su materiale pubblicato nel libro “Negoziazione Interculturale. Comunicazione oltre le barriere culturali” estratto e pubblicato con il permesso dell’autore, Prof. Daniele Trevisani www.studiotrevisani.it www.danieletrevisani.it www.comunicazioneaziendale.it– Articolo redatto a cura di: dott. Eleonora Brusamento Spinelli, CIELS Padova

Nel seguente articolo andremo a introdurre il concetto di analisi della conversazione, uno studio fondamentale che può aiutare a migliorare le proprie capacità all’interno di una negoziazione.

Per incominciare un’analisi di negoziazione produttiva dobbiamo distinguere 3 diverse fasi:

  • La fase di “preparazione alla negoziazione”: briefing, raccolta dati, analisi dell’interlocutore, preparazione di una lista di argomenti all’ordine del giorno, attività di role-play, sviluppo di linee d’azione e testare;
  • Fase della comunicazione o fase front-line: la fase di contatto face-to-face;
  • Fase di analisi e debriefing: risultati dell’analisi di negoziazione e preparazione a tutte le successive fasi.

La fase di preparazione necessita di uno studio del maggior numero di informazioni, per iniziare poi la fase face-to-face con consapevolezza della situazione (conoscenza dei fatti) e della cultura (conoscenza di elementi culturali di base).

La fase di negoziazione rappresenta il terreno di negoziazione, il “momento della verità”, dove le azioni più significative hanno luogo e avendo luogo durante la conversazione, sono irreversibili.

La fase di debriefing è necessaria per assorbire le informazioni e include, almeno:

  • Un debriefing comportamentale: la nostra analisi comportamentale, gli errori d’analisi, altre analisi comportamentali e
  • Un debriefing strategico: implicazioni pratiche, risultati d’analisi, preparazione a tutti gli step.

La negoziazione normalmente richiede differenti cicli di “preparazione-contatto-debriefing”. Per questa ragione possiamo assimilarlo a un processo circolare.

L’analisi della conversazione è una delle sfere di conoscenza più utili impiegate nel campo della comunicazione al fine di comprendere come le persone interagiscano durante il contatto face-to-face.

Da un punto di vista scientifico l’AC analizza come le persone gestiscano i loro turni conversazionali e come provino a interagire, ma da una prospettiva pratica le possibili applicazioni di AC sono estremamente rare. Prima di tutto l’AC era infatti diretto alle interazioni sociali e personali e molto meno ai dialoghi tra aziende.

Da un punto di vista linguistico, il modello ALM usando alcuni concetti di AC e numerose aggiunte originali, tenta di “smantellare” la conversazione analizzandola come un set di atti conversazionali, per studiare la sua struttura e applicarla al problema concreto delle aziende oppure organizzazioni che devono negoziare in modo efficace.

Da un punto di vista semiotico, potremmo chiederci (1) quali siano i significati e quali le interpretazioni del significato che ogni attore conferisce alle mosse individuali a un livello relazionale (semantica relazionale) e (2) quali siano gli effetti pratici sulla relazione stessa (pragmatica relazionale).

Grazie all’analisi delle mosse conversazionali e delle intere parti di interazione, è possibile aiutare manager e negoziatori (1) a decodificare la conversazione, e (2) ad acquisire migliori competenze conversazionali.

Inoltre, possiamo formare ed educare i negoziatori a produrre una strategia conversazionale più efficiente e consapevole, anche all’interno della loro stessa cultura.

Le mosse conversazionali possono essere definite come azioni specifiche o “emissioni” create da un interlocutore.

Alcune mosse conversazionali sono, per esempio:

  • annuire,
  • anticipare,
  • attaccare,
  • cedere un turno,
  • chiedere chiarimenti
  • conquistare il turno
  • ecc.

La negoziazione può essere vista, quindi, come un insieme di mosse. Ogni cultura fa propri alcuni di questi repertori e li espande, rifiutandone altri o relegandoli ad alcuni ambiti comunicativi.

Nella cultura giapponese, per esempio, dire un secco “no” è considerato un atto molto scortese, ma questo non significa che un manager giapponese non possa imparare a dire “No” in modo secco. Affidarsi a semplici stereotipi e prenderli come certezze è un errore.

Ogni mossa è legata alle mosse precedenti del soggetto e a quelle fatte dagli altri.

Nell’ambito intra-culturale esistono repertori specifici e regole conversazionali che generalmente vengono condivise, mentre in ambito interculturale il livello di diversità aumenta, perché in ogni cultura le mosse conversazionali vengono utilizzate in modo diverso.

Durante una negoziazione, a seconda del valore relazionale, dobbiamo prestare attenzione a:

  • mosse di avvicinamento (segni di simpatia, amicizia, affetto, disponibilità a collaborare, segni di unione, ecc.
  • mosse di allontanamento (distacco, antipatia, rifiuto, volontà di mantenere le distanze, ecc.)

Se guardiamo i contenuti della conversazione durante una negoziazione, è importante distinguere tra:

  • mosse di apertura (esplorazione di nuove informazioni, ampliamento, allargamento del campo di conversazione, ecc.
  • mosse di chiusura (tentare di concludere, concretizzare);

e anche tra:

  • mosse di ascolto (empatia, domande, raccolta di dati), e
  • mosse propositive (affermazioni, posizioni, richieste)

©Articolo tradotto da: https://www.interculturalnegotiation.com/2021/02/01/conversation-analysis-and-conversational-moves/ su materiale pubblicato nel libro “Negoziazione Interculturale. Comunicazione oltre le barriere culturali” estratto e pubblicato con il permesso dell’autore, Prof. Daniele Trevisani www.studiotrevisani.it www.danieletrevisani.it www.comunicazioneaziendale.it – Articolo redatto a cura di: dott. Eleonora Brusamento Spinelli, CIELS Padova

Fonti:

-Traduzione di Eleonora Brusamento Spinelli dell’articolo Conversation Analysis and Conversational Moves scritto da Trevisani Daniele Conversation Analysis and Conversational Moves-Intercultural Negotiation

-Articolo tratto da: Dott. Trevisani D. Negoziazione InterculturaleComunicazione oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali, Franco Angeli Edizioni, 2016

Per ulteriori informazioni consultare:

Areas and Expected Results in the Negotiator’s Communication Training

© Article translated from the book “Negoziazione interculturale, comunicazione oltre le barriere culturali” (Intercultural Negotiation: Communication Beyond Cultural Barriers) copyright Dr. Daniele Trevisani Intercultural Negotiation Training and Coaching, published with the author’s permission. The Book’s rights are on sale and are available for any Publisher wishing to consider it for publication in English and other languages except for Italian and Arab whose rights are already sold and published. If you are interested in publishing the book in English, or any other language, or seek Intercultural Negotiation Training, Coaching, Mentoring and Consulting, please feel free to contact the author from the webstite www.danieletrevisani.com 

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In the following article I would like to conclude the topic of negotiation communication training, by listing, in a more detailed way, the interpersonal communicative abilities, explaining the importance of culture shock and self-awareness acquisition.

  • Code Switching: the negotiator must manage the change of communication codes (linguistic code and non-verbal code), in order to adapt to the interlocutor. Making your interlocutor understand you requires an active effort of adaptation, a willingness to change your repertoire and to get closer to other people. Whoever imposes a one-way adaptation effort on the interlocutor (one-way adaptation) and does not think about others understanding him/her, automatically creates barriers to communication.
  • Topic Shifting: the change of subject. The negotiator must understand which techniques need to be adopted to slip from unproductive conversations, to get away from dangerous or useless topics, to avoid touching critical points of other cultures, creating offense, resentment or stiffening. These skills – like other abilities – are useful in every communicative context, such as in a communication between friends, colleagues, companies, as well as in diplomatic communication.
  • Turn Taking: conversational turns management. There are certain cultures that accept others to interfere in their speech, and others in which the respect for speaking turns is essential. Turn taking includes conversational turns management skills, turn taking abilities, turn defence skills, turn transfer abilities, the capability of open and close conversational lines, etc. All these techniques need to be refined for both intra- and inter-cultural communication.
  • Self-monitoring: the ability to self-analyse, to understand how we are communicating (which style we are using), to recognize internal emotional states, one’s own tiredness, or frustration, or joy, expectation or disgust, knowing how to recognize those inner emotions that animate us during conversation or negotiation.
  • Others-monitoring: the ability to analyse and decode the inner emotional states of our interlocutors, to recognize his/her state of fatigue, energy, euphoria, dejection, etc., to know how to perceive the participants mutual influences, to grasp the power relations in the counterpart groups and to understand the degree of interest in our proposals and the right moment for closing.
  • Empathy: the ability to understand others’ points of view, from within their value systems and cultural contexts and to understand the value of their communicative moves based on the culture that generates them.
  • Linguistic Competence: the ability to use language, choice of words and repertoires, showing a deep knowledge of the language.
  • Paralinguistic Competence: the ability to use and strategically manage the non-verbal elements of speech, such as tones, pauses, silences, etc.
  • Kinesic Competence: the ability to communicate through body movements (body language). Movements management can be one of the strongest traps in intercultural communication, where some cultures – such as the Italian one – normally use broad body movements and gesticulations, while others – such as oriental cultures- use a greater demeanour, while retaining their body expressions.
  • Proxemic Competence: the ability to communicate through space and personal distances management. For example, Latin and Arab cultures accept and consider closer interpersonal distances normal, while northern European cultures don’t.
  • Socio-environmental Decoding Competence: the ability to interpret and understand “what is happening here” in relation to what is taking place during the conversation or the interaction. The negotiator must know how to recognize a conflict within the members of the counterpart group (intra-group conflict) and how to grasp the different positions, the trajectories of approach and relaxation, the different roles assumed and the moves of the interlocutors.

Both intra-cultural and intercultural negotiators need to be prepared for Reality Shock (or culture shock). Reality Shock can arise from the sudden realization that:

  1. others don’t follow our rules;
  2. others have different background values;
  3. others don’t have the same goals as we do;
  4. others do not behave like us, or even like we want them to behave;
  5. some negotiators are in bad faith and dishonest: they do not seek a win-win approach, but only a personal advantage;
  6. even with the greatest amount of goodwill, some negotiations escape comprehensibility and observable behaviours do not fit into rational logic.

The difference between an experienced negotiator and an apprentice negotiator is the degree of damage that reality shock does: low or zero for the expert, devastating for the apprentice.

The clash with reality can cause a shock, which can be followed by:

  1. a positive process, reached thanks to the analysis of diversity, the acceptance of what can be accepted (without running into the extremes of radical unconditional acceptance), that leads the negotiator to improve his/her own cultural knowledge; or…
  2. a negative process, caused by a fall of the emotional state, a rejection of reality that leads the negotiator to take refuge in his/her own cultural arena. The result, in this case, is often a withdrawal.

In order to activate a positive process of growth, and not a negative process of involution, it is necessary to work on our self-awareness (“Knowing how to Be”) of negotiation, through:

  • Cognitive Learning & Knowledge Acquisition: learning the contents that characterize the culture with which we want to interact.
  • Cognitive Restructuring: transforming our perception of the communicative act itself from an anxiogenic element to a source of positive energy. This practice requires the identification of negative self-statements (e.g.: “it will definitely go wrong”, “I am unsuitable”, “I will not succeed”, etc.), that must be replaced by positive self-statements, (e.g.: “let’s see if we have the right conditions for doing business”,” let’s go and compare our mutual positions without fear”, or even” let’s help the customer understand how we think”). The analysis of self-statements therefore consists in working on how we “enter” the negotiation, on what animates us.
  •  Behavioural Learning & Communication Skills Acquisition: learning the skills necessary to “perform” or achieve a specific behavioural or communicative goal, by using dramaturgical and expressive techniques and relational dynamics.
  • Emotional Control Skills: developing some necessary emotions management skills, with which one can direct his/her own emotional energies in positive directions, recognize and remove negotiation stress, “recharge his/her batteries” and manage personal times, in order to take part in a negotiation in optimal psychophysical conditions.
"Intercultural Negotiation" by Daniele Trevisani

© Article translated from the book “Negoziazione interculturale, comunicazione oltre le barriere culturali” (Intercultural Negotiation: Communication Beyond Cultural Barriers) copyright Dr. Daniele Trevisani Intercultural Negotiation Training and Coaching, published with the author’s permission. The Book’s rights are on sale and are available for any Publisher wishing to consider it for publication in English and other languages except for Italian and Arab whose rights are already sold and published. If you are interested in publishing the book in English, or any other language, or seek Intercultural Negotiation Training, Coaching, Mentoring and Consulting, please feel free to contact the author from the webstite www.danieletrevisani.com 

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